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Cos'è la meditazione?

Solo quando il mentale è libero dall'ego, solo allora l'uomo si ritrova in un orizzonte sconfinato

L'obiettivo dello yoga è arrivare alla meditazione; tuttavia questo stato, immersi come siamo nel contingente, risulta estremamente difficile da raggiungere.

Patanjali, nei suoi yogasutra, descrive le tappe che un sadaka deve percorrere per scoprire cosa si cela oltre lo spazio e il tempo che la sua mente crea. Sono tappe che prendono in considerazione la totalità dell'essere umano: il corpo, il respiro, i sensi, la mente con tutti i suoi inganni e il conscio, il subconscio e l'inconscio.

Questo cammino va approfondito con fiducia e disciplina fino ad arrivare a dissolvere i confini della mente razionale. Percorse queste tappe l'uomo si accorge di non essere più prigioniero dello spazio che i suoi pensieri creano e di poter infine isolarsi dall'attività della mente; solo quando il mentale si è fortificato e liberato dall'ego, solo allora l'uomo si ritrova in un orizzonte sconfinato.

Quando i pensieri tacciono avviene qualcosa di straordinario: le forme, gli oggetti e tutto ciò che ci circonda comincia a palesarsi in maniera diversa; non ci si preoccupa più di riconoscere, di dare un nome, di classificare ogni cosa ma ci si accorge che tutto si tinge di luce e vibra in un'immensità che si fa sempre più vasta.

Ancora Patanjali, nel secondo sutra, afferma: "lo yoga è la soppressione delle modificazioni della mente"; può sembrare molto semplice, ma non lo è; e solo così tuttavia si può arrivare alla meditazione. Per altre vie si può arrivare alla calma, alla riflessione, mai alla meditazione. La meditazione non è attività della mente, bensì del cuore. Se l'uomo non si abbandona al suo cuore resterà prigioniero nello spazio che la sua mente crea e ha creato, nell'eterno conflitto tra ego e sè profondo.

Il pensiero è la negazione dell'amore ed è incapace di portarci nell'infinito. Meditazione è comunicare con l'immensità.

di Marcella Pavanelli
 
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